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Le sfide più ardue in materia di antiriciclaggio che devono affrontare i professionisti del settore immobiliare

Le sfide più ardue in materia di antiriciclaggio che devono affrontare i professionisti del settore immobiliare

Per la maggior parte dei professionisti del settore immobiliare, l’elenco delle sfide legate all’antiriciclaggio (AML) è lungo. Di seguito sono riportate le cinque più difficili che devono affrontare oggi — e che continueranno ad affrontare anche in futuro.

1. Maggiore complessità con l’AMLR

Una normativa già di per sé complessa ha appena subito un importante aggiornamento, che ha più che raddoppiato l’onere di conformità per ogni professionista del settore immobiliare, senza eccezioni. Mentre la precedente direttiva copriva circa 50 argomenti principali, l’AMLR ne copre più di 100. Considerando che la grande maggioranza delle imprese immobiliari europee non è ancora oggi conforme, l’AMLR metterà in luce le reali lacune. Non prevede alcuna deroga, assoggetta tutti a un unico regolamento e pone l’AMLA come autorità di controllo. Dopo essere rimasto nell’ombra negli ultimi 25 anni, il settore immobiliare non passerà più inosservato.

2. L’antiriciclaggio non equivale al KYC

La conformità antiriciclaggio va ben oltre la semplice identificazione del cliente. Comprende KYB, KYC, KYT, la valutazione del rischio, la vigilanza continua e la verificabilità immediata. Richiede inoltre piena trasparenza in tutti i processi antiriciclaggio applicati da ogni singolo soggetto all’interno dell’azienda — non solo dal responsabile della conformità antiriciclaggio.

3. Preparazione organizzativa

Ogni persona all’interno di un’azienda immobiliare deve essere pienamente consapevole della politica e delle procedure interne antiriciclaggio dell’azienda. Non si tratta semplicemente di una dichiarazione d’intenti: ciò deve essere dimostrato attraverso un processo di certificazione che attesti che ogni persona che contribuisce all’attività — sia i dipendenti che i collaboratori esterni — sia effettivamente informata. Ciò richiede un programma di formazione interno dedicato (non un corso esterno generico), con partecipazione certificata e comprensione verificata tramite valutazioni con punteggio.

4. Ogni parte coinvolta in una transazione deve fare la propria parte

Quando più parti sono coinvolte nella stessa transazione — diverse agenzie, un promotore immobiliare e così via — ciascuna è individualmente responsabile dell’identificazione dei clienti e della conduzione della propria valutazione del rischio, sia per ciascuna parte che per la transazione stessa. Un’agenzia che vende un immobile di nuova costruzione per conto di un promotore non è esente da questi obblighi.

5. Procedura semplificata di registrazione dei clienti condivisi — senza condivisione dei dettagli relativi al rischio

Poiché ogni parte coinvolta in una transazione deve identificare e valutare ogni singolo soggetto coinvolto, il legislatore incoraggia una procedura di onboarding più agevole: i clienti vengono identificati una sola volta e i loro dati identificativi possono essere condivisi in modo sicuro tra le parti, rimanendo sempre conformi al GDPR. In pratica, ciò significa che possono essere scambiati solo determinati dati — quali le informazioni e i documenti di identificazione di un cliente — ma mai alcuna valutazione del rischio. Tale divieto riguarda sia i rischi segnalati dagli strumenti KYC sia le valutazioni, i commenti e le relazioni propri dell’azienda. Il confine è sottile e sarà oggetto di un’attenta verifica.

Affrontare la sfida

L’unico modo per affrontare queste sfide con facilità è attraverso una piattaforma sicura e centralizzata in cui tutti questi elementi siano comodamente integrati. Immosurance è stata progettata proprio per questo scopo: gestire nativamente l’AMLR, il che rende la piattaforma una scelta strategica e pronta per il futuro. Sicura e conforme al GDPR, riunisce tutti gli elementi richiesti e offre gli strumenti più avanzati disponibili.

Verificare un cliente non è la parte più difficile. Dimostrarlo sì. Verificato da chi? Verificato quando? Verificato dove? La persona era autorizzata a firmare? Su quale base sono stati valutati i rischi?

In definitiva, l’AMLR non rappresenta una sfida di maggiore complessità: è un processo di trasparenza e verificabilità immediata. È una filosofia più che un insieme di requisiti per ulteriori strumenti.

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